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ARTICOLO DI FEDERICA MORMANDO

Corriere della Sera - 10 luglio 2008

 

MENO CERTEZZE, PIU' RESPONSABILITA'

IL LATO BUONO DELLA PAURA

 

La paura sta cambiando. Tra le paure delle paure, quelle che fanno il
business farmaceutico degli attacchi di panico, le paure fittizie che si
vanno a cercare in film violenti e rischi estremi, biberon di emozioni a
buon mercato, sta avanzando anche la paura sana, quel meccanismo di difesa
che genera reazioni per la sopravvivenza. La paura buona trasforma il
rischio in problema da risolvere, il senso dell' inevitabile in voglia e
volontà di cambiare le cose. Questa paura è stata a lungo una grande
assente. Almeno due generazioni sono cresciute nella soppressione delle
paure, da quelle minute, come il brutto voto a scuola, alle più gravi, alle
primordiali, come quella di perdere il lavoro, di aver fame, di non potersi
riscaldare, curare, di diventare vecchi senza sostegni. Squilli pedagogici
hanno diffuso metodi educativi tesi a rassicurare su tutto fin da bambini,
col risultato di nutrire i fantasmi. Sono cresciute generazioni deboli e
rivendicative, la testa piena di diritti e facili speranze: una serra di
egoismi coccolati da genitori che preparavano inconsapevoli la strada a
futuri genitori vittime. Ora semi di paura si stanno sviluppando. I pericoli
sono vicinissimi. Ad esempio, molti ragazzi milanesi conoscevano quelli
massacrati in Francia, moltissimi giovani sono già o stanno per andare in
Spagna, dove è stata assassinata Federica. Il mondo non è più a portata di
mano soltanto per una facile ed esaltante esplorazione; tornano timori di
agguati e di banditi. Lo stesso timore che abbiamo per le strade, dove
stupri e scippi, molestie ed insulti sono consuetudine. Quello che angoscia
per il lavoro: molti ricominciano a considerarlo una conquista da guadagnare
e trattenere con fatica, invece che un noioso diritto acquisito. Anche la
promozione comincia ad apparire come traguardo incerto. E vedo ragazzi
andare a lezione la domenica e tagliarsi via una fetta di vacanze: la paura
del fallimento diventa obiettivo di riuscita, non buttar via il tempo ha di
nuovo un senso. Resuscita l' istinto di difesa e il pericolo rinnova l'
amore: del territorio, della proprietà, ma anche della vita, propria e dei
propri cari. Questo tipo di paura genera unione: si compete meno nel
pericolo che nel lusso. La paura può generare generosità: i City Angels sono
ormai addestrati per «intervenire a sventare atti di violenza», i cittadini
attendono esercito e pacchetto sicurezza, mentre si preparano corsi di
formazione alle discusse ronde volontarie. E molti adulti stanno diventando
adulti. Genitori ricominciano a dire dei no. Insegnanti a dare brutti voti.
Anziani a comunicare esperienza. Uno dei più grandi motori dell' umanità si
sta riavviando: la volontà di difendere il proprio giardino prima che sia
troppo tardi.


pvlsoft - luglio 2008