|
La paura sta
cambiando. Tra le paure delle paure, quelle che fanno il
business farmaceutico degli attacchi di panico, le paure
fittizie che si
vanno a cercare in film violenti e rischi estremi, biberon di
emozioni a
buon mercato, sta avanzando anche la paura sana, quel meccanismo
di difesa
che genera reazioni per la sopravvivenza. La paura buona
trasforma il
rischio in problema da risolvere, il senso dell' inevitabile in
voglia e
volontà di cambiare le cose. Questa paura è stata a lungo una
grande
assente. Almeno due generazioni sono cresciute nella
soppressione delle
paure, da quelle minute, come il brutto voto a scuola, alle più
gravi, alle
primordiali, come quella di perdere il lavoro, di aver fame, di
non potersi
riscaldare, curare, di diventare vecchi senza sostegni. Squilli
pedagogici
hanno diffuso metodi educativi tesi a rassicurare su tutto fin
da bambini,
col risultato di nutrire i fantasmi. Sono cresciute generazioni
deboli e
rivendicative, la testa piena di diritti e facili speranze: una
serra di
egoismi coccolati da genitori che preparavano inconsapevoli la
strada a
futuri genitori vittime. Ora semi di paura si stanno
sviluppando. I pericoli
sono vicinissimi. Ad esempio, molti ragazzi milanesi conoscevano
quelli
massacrati in Francia, moltissimi giovani sono già o stanno per
andare in
Spagna, dove è stata assassinata Federica. Il mondo non è più a
portata di
mano soltanto per una facile ed esaltante esplorazione; tornano
timori di
agguati e di banditi. Lo stesso timore che abbiamo per le
strade, dove
stupri e scippi, molestie ed insulti sono consuetudine. Quello
che angoscia
per il lavoro: molti ricominciano a considerarlo una conquista
da guadagnare
e trattenere con fatica, invece che un noioso diritto acquisito.
Anche la
promozione comincia ad apparire come traguardo incerto. E vedo
ragazzi
andare a lezione la domenica e tagliarsi via una fetta di
vacanze: la paura
del fallimento diventa obiettivo di riuscita, non buttar via il
tempo ha di
nuovo un senso. Resuscita l' istinto di difesa e il pericolo
rinnova l'
amore: del territorio, della proprietà, ma anche della vita,
propria e dei
propri cari. Questo tipo di paura genera unione: si compete meno
nel
pericolo che nel lusso. La paura può generare generosità: i City
Angels sono
ormai addestrati per «intervenire a sventare atti di violenza»,
i cittadini
attendono esercito e pacchetto sicurezza, mentre si preparano
corsi di
formazione alle discusse ronde volontarie. E molti adulti stanno
diventando
adulti. Genitori ricominciano a dire dei no. Insegnanti a dare
brutti voti.
Anziani a comunicare esperienza. Uno dei più grandi motori dell'
umanità si
sta riavviando: la volontà di difendere il proprio giardino
prima che sia
troppo tardi. |