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RELAZIONE DI FEDERICA BATTAGLIA

Dal dono al talento: una via da scoprire e percorrere

I bambini ad alto potenziale intellettivo e la formazione loro e di chi si occupa di loro

 

Io rappresento qui Eurotalent Italia, sezione italiana dell’ONG Eurotalent International.
Questa ONG, riconosciuta a Strasburgo, è dedicata al riconoscimento e all'aiuto dei bambini e ragazzi ad alto potenziale intellettivo, e delle persone di ogni età particolarmente dotate intellettualmente. Presieduta dalla dott. Federica Mormando, Eurotalent dà consulenza a genitori, scuole, operatori scolastici e sociali; consulenza didattica, scolastica, psicologica, elaborando e realizzando percorsi didattici specifici, proponendo incontri e stages, prendendo contatto con gli insegnanti.
E’ sempre mancata in Italia l’attenzione ai bambini ad alto potenziale intellettivo, a differenza che a quelli portatori di handicap. Ma la mancanza di pari opportunità nell’ambito dell’apprendimento scolastico, ha conseguenze gravi per questi bambini, come per la nazione. Infatti per ogni Stato è importantissimo aiutare i propri cittadini a sviluppare al meglio l’intelligenza e la creatività, specialmente se lo Stato è privo di materie prime e affida il benessere della nazione alla capacità di innovazione.
In Italia la prima iniziativa verso la formazione degli insegnanti a l riconoscimento e alla didattica per i bambini ad alto potenziale intellettivo è stata ad opera dell’Università di Bergamo, insieme a Eurotalent. E’ stato infatti approvato un progetto formativo che comprende questa parte di programma.
A breve Eurotalent attiverà una serie di seminari brevi, dedicati ai diversi target di operatori dell’infanzia, e un corso di formazione per formatori. Questo in sintonia con la Raccomandazione 1248 dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa relativa all'educazione dei bambini superdotati, approvata nel 1994, che afferma che l'educazione è diritto fondamentale dell'essere umano e che deve, per quanto possibile, essere appropriata a ciascun individuo.
(Unica scuola dedicata ai bambini dai molti talenti è stata la Emilio Trabucchi, fondata da Federica Mormando a Milano nel 1984, chiusa per carenza di soldi nel ’93. Scopo della scuola non era l’addestramento precoce dei bambini, ma l’equilibrato sviluppo globale della loro personalità. Il metodo era fondato sull’arricchimento più che sull’anticipo, che era di un anno)
 

La superdotazione intellettiva nei bambini
Il 5% dei bambini con superdotazione intellettiva sono della popolazione infantile, il 5% è rappresentato dai molto dotati, con un livello d'intelligenza molto alto, come fosse una normalità al massimo livello. La società tende a dequalificare il bambino intellettualmente superdotato o a strumentalizzarlo. La dequalificazione si esprime soprattutto col non riconoscimento, la non considerazione, la presa in giro o l'attribuzione di un’ombra patologica. I bambini superdotati sono spesso scambiati per iperattivi (quando si annoiano, non si sentono accettati, non sopportano la disciplina e si agitano) oppure con disturbi della personalità o della relazione (quando si isolano, sono aggressivi, o divengono leaders negativi). Queste diagnosi errate sono gravissime, perché appioppano ai bambini una patente di anomalia comoda per neutralizzarli, ma terribile per il suo sviluppo.
Le conseguenze sono pesanti, per l’evoluzione intellettiva e psichica di questo bambini e per la società, che soffoca molti cervelli prima ancora che fuggano.
Come riconoscere il bambino ad alto potenziale intellettivo?

 

Non si può “catalogare” il bambino ad alto potenziale intellettivo, date le marcatissime differenze individuali. Dall’osservazione di molti di questi bambini si può verificare la frequenza di alcuni comportamenti. Generalmente è precoce, impara a leggere talvolta anche a due anni, due anni e mezzo, (la scrittura, a meno di non usare un metodo come quello Montessori, arriva più tardi) s interessa precocemente ad temi di interesse generale ( vita e morte, giustizia – ingiustizia, società…). Le sue domande e le sue osservazioni destano sorpresa, se comparate con quelle dei bimbi della stessa età, per l’originialità, l’approfondimento, la qualità dei collegamenti.
Si annoia tragicamente alla ripetizione routinaria, preferisce lavorare da solo, ama stare con bambini un po’ maggiori, è sensibile all’armonia di ciò che lo circonda, giudica volentieri e con pertinenza.
Può essere molto rapido nella comprensione, ma anche fermarsi molto a riflettere.
Ci sono anche doni poco evidenziati, come la capacità di comprendere gli altri, le abilità sociali, l’abilità mimica.
Spesso i bambini ad alto potenziale intellettivo riescono male a scuola. Si annoiano alle ripetizioni, sono frustrati nel loro voler approfondire, si sentono diversi, quindi inferiori; disadeguati, incompresi, quindi soli. Si abituano a fare tutto all’ultimo momento, realizzando spesso un apprendimento incompleto e superficiale, oppre a distrarsi, oppure a rifiutare in blocco la scuola.
Alcuni, in nome del buon inserimento coi compagni, ripiegano le ali per stare nella scatola in cui sono stati messi.
 

Per quanto riguarda l’individuazione di questi bambini, è bene affidarsi ad esperti. Non basta che siano psicologi o testisti, devono essere persone abituate ad aver a che fare con questi bambini.
La testistica a disposizione va usata alla luce dell’esperienza e della sensibilità. I test di livello danno informazioni assai utili( il QI) se si sano integrare con altri test, con l’osservazione, con la comprensione della storia del bambino e del suo stato emotivo.
E importante un’osservazione anche dal punto di vista figurativo e musicale.

Per quanto riguarda la formazione del bambino, è fondamentale saper ascoltare e rispettare i suoi ritmi, senza ascoltare né chi è convinto che i bambini debbano sottostare ai tempi imposti dalle convenzoni, né chi vuole addestrarli precocemente.

Bisogna, come per tutti i bambini, conoscere un metodo per insegnare lettura e scrittura correttamente, senza confonderli. Noi usiamo il metodo Montessori, che riteniamo essere il migliore per il bambino piccolo.
Bisogna, come per tutti i bambini, non confonderli con un eccesso di materiale confusivo, e saper arricchire gradualmente le proposte, senza fretta e senza gravare il bambino di pretese e aspettative. Lo scopo non è infarcire di nozioni, ma permetere la gioia dell’apprendimento e la scoperta della ricerca.
Per questo Eurotalent, unico gruppo di persone con esperienza pratica ventennale, offre a genitori e a operatori la propria consulenza e, a breve, i primi seminari di formazione.
 


pvlsoft - maggio 2008